Storia

Nell’anno 26 della Quarta Era, l’allora Governatore di Shedram Aykil Widlo, dava inizio alla sua politica dittatoriale che condusse inevitabilmente il popolo alla povertà e alla sofferenza.
La volontà dei cittadini di far valere i propri diritti però ebbe la meglio sul tiranno e nell’anno 34, i Rivoluzionari dell’Ordine della Croce insorsero contro il Signore di Shedram.
Cinque guerrieri con il volto celato da un velo nero con sopra impressa una croce bianca fecero irruzione nel palazzo governativo.
Il colpo di stato avvenne in una sola notte e Aykil Widlo fu giustiziato, riportando così l’equilibrio e la giustizia tra le mura di Shedram.
Il gruppo di rivoluzionari prese posto a capo della regione. I cinque riorganizzarono l’esercito per aiutare la popolazione in difficoltà.
Vennero abrogate le vecchie leggi del tiranno e fu istituito un tribunale governativo.
Questo sistema politico provvisorio dei cinque pone a capo della città il nuovo governatore Kaluin Vanef.
Il suo primo provvedimento è quello di insignire i cinque rivoluzionari con il titolo di Cavalieri dell’Ordine della Croce, fondando così un corpo scelto per la protezione e la regolamentazione del governo e delle sue attività.
Essi sono gli unici veri custodi dell’equilibrio.
Qui di seguito sono riportati i nomi dei primi Cavalieri dell’Ordine.
Tersen Deremaiss, cavaliere della Croce Nera
Sau Throme; cavaliere della Croce Bianca
Ist Hamel; cavaliere della Croce Blu
Tevos Neheb; cavaliere della Croce Gialla
Dorn Ivath; cavaliere della Croce Rossa

Definizione e scopo generale della Gilda

Questa corporazione è in primo luogo una sezione speciale per la sorveglianza della regolare attività del sistema politico, una sorta di precauzione nel caso in cui il governatore al potere non dovesse rispettare le condizioni di un governo democratico.
Controllano inoltre che i due principi regolatori dell’universo, Bene e Male, non prendano il sopravvento l’uno sull’altro all’interno della loro area di competenza.
Il loro principio dell’equilibrio è una corrente di pensiero poco diffusa tra i popoli dell’emisfero, ma ha catturato l’interesse e la curiosità di numerosi filosofi contemporanei.
Nonostante la loro ideologia essi sono comunque dei veri e propri soldati al servizio della città, offrendo il loro sostegno in battaglia e affiancando le operazioni interne dell’esercito nei casi di estrema necessità.
La gilda recluta tra le sue fila i soldati più esperti nell’arte della guerra e del combattimento armato.

Definizione di Equilibrio

Gli eventi storici, le credenze popolari, e le attuali capacità di alcuni individui hanno ormai completamente accertato l’esistenza di entità superiori che governano il nostro mondo e l’universo in cui esso si trova.
Le divinità (dieci secondo la classificazione storica e contemporanea) sono dunque una certezza tangibile.
Nonostante questo, una ristretta minoranza della popolazione dell’emisfero si dissocia da questa ideologia, ricercando altrove la reale spiegazione dell’universo.
Tra le varie correnti filosofiche vi è quella recente dell’ “Equilibrio cosmico” sostenuto radicalmente dai fondatori dell’Ordine della Croce.
Questa filosofia non nega l’esistenza delle divinità (o comunque di qualche entità superiore) in grado di regolare e gestire le funzioni naturali di questo mondo, ma colloca al di sopra di esse due principi fondamentali senza i quali l’universo non avrebbe modo di esistere: il Bene e il Male.
Ovviamente i nomi attribuiti a questi due principi non sono da intendersi nel vero senso del termine, ma ciò che deriverà dalla spiegazione che segue in queste righe, porterà alla comprensione del perché utilizzare quei due precisi termini.
Il Bene e il Male sono due “forze” uguali e contrapposte, continuamente in conflitto senza che ne l’una ne l’altra possa prevalere sulla rispettiva.
Questo equilibrio costante tra le due forze consente all’universo di nascere e crescere, producendo al suo interno il ciclo vitale regolato dal tempo.
Nel caso in cui una di queste due forze dovesse prevalere sull’altra sarebbe la fine dell’esistenza e tutto diventerebbe niente.
Nell’ “Equilibrio cosmico” niente e nessuno può interferire, nemmeno le divinità poiché anch’esse devono il loro essere alla stasi continua di queste due forze.
Questo è il principio fondamentale della filosofia dell’equilibrio.
La contrapposizione di due entità, o forze, o elementi o principi, può essere anche individuata negli elementi che costituiscono il ciclo naturale del nostro mondo e la sfera emozionale delle razze viventi su di esso: Cielo e Terra, Amore e Odio, Vita e Morte.
Esse (e molte altre) sono tutte forze costantemente in collisione tra loro, e l’assenza di una comporterebbe l’impossibile esistenza dell’altra.
Le due “forze” che interessano maggiormente le creature di questo mondo, il mondo stesso, e dunque la funzione dei Cavalieri dell’Ordine della Croce, sono la Vita e la Morte:
- se la Morte avesse il completo dominio sulla Vita, l’esistenza delle creature verrebbe meno e dunque il mondo sarebbe vuoto, arido e inutile, e dunque non avrebbe senso di esistere.
- se la Vita prevalesse definitivamente sulla Morte, il mondo non riuscirebbe a contenere l’eccessivo numero di creature e porterebbe inevitabilmente ad una sorta di autodistruzione.
Ora, se la Vita e la Morte fossero regolate semplicemente dal ciclo biologico di ogni creatura, queste due forze risulterebbero sempre in costante equilibrio.
I fattori che però influenzano queste forze sono molteplici.
I più semplici e inevitabili sono i fattori naturali: terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche e così via.
Queste agenti catastrofici non sono però in grado di sterminare completamente la Vita sul pianeta, poiché da questi eventi si ricreano automaticamente le condizioni necessarie affinché il principio della Vita torni a verificarsi.
L’intervento delle divinità è un altro dei possibili fattori che influenzano quasi costantemente l’equilibrio tra Vita e Morte, ma anche gli Dei sono vincolati da principi fondamentali, la cui violazione porterebbe alla loro distruzione.
Infine, la capacità di prendere decisioni da parte delle creature senzienti che popolano questo pianeta, rappresenta il fattore d’interferenza tra la Vita e la Morte più pericoloso:
una creatura che uccide un'altra creatura, o la capacità di un individuo di preservare in eterno la sua esistenza, porterebbe l’una o l’altra forza a predominare definitivamente sulla sua controparte.

I sentimenti che influenzano l’anima di ciascuna creatura sono molteplici e differenti, ma tutti presenti in ognuno di noi.
La “quantità” di ogni nostro sentimento definisce, in modo unico, il nostro carattere, indipendentemente dalla razza di appartenenza.
Il nostro modo di essere è determinato, quasi sempre, dall’ambiente emotivo che ci circonda dal momento della nostra nascita.
Ad esempio, un individuo nato e cresciuto in un ambiente emotivo dove predominano i sentimenti come rabbia, vendetta, odio, porteranno quasi sicuramente il soggetto ad acquisire quelle caratteristiche emotive lasciando sopiti, ma comunque presenti, i sentimenti come amore, gioia, pietà.
I sentimenti possono essere divisi fondamentalmente in due sfere emozionali ben distinte, quella Positiva e quella Negativa che determinano in modo teorico quanto un individuo possa essere Buono o Malvagio.
Parallelamente queste due sfere possono essere quindi ricollegate al principio fondamentale dell’ “Equilibrio Cosmico” che vede in contrapposizione le due forze Bene e Male (e prendendo da loro la definizione Bene = Buono, Male = Malvagio).
Per convenzione dunque accostiamo il Buono alla Vita e il Malvagio alla Morte da un punto di vista puramente ideologico.
Ognuno di noi segue dunque uno dei due principi fondamentali.
Un insieme di soggetti che seguono un determinato principio forma una società.
La diversità individuale però, porta inevitabilmente alla collisione tra ciascun soggetto, un comportamento che ci obbliga a creare dei vincoli, o leggi, che mantengano salda la società.
Si crea dunque un sistema basato sul principio comune a tutti (Bene o Male) che sia in grado di regolare l’ordine interno alla comunità di individui, trasformando la città in un mondo in miniatura.
Un governo democratico (come quello di Shedram) non si basa sul singolo principio del Bene o del Male, ma si preoccupa affinché tutti e due questi principi possano coesistere insieme, poiché ciascun individuo ha il diritto di esprimere le proprie ideologie.
Occorre dunque mantenere una giusta proporzione tra Buoni e Malvagi con delle leggi che non influiscano sull’esistenza delle due forze.
Ecco allora entrare in gioco i Cavalieri dell’Ordine della Croce.
Essi sorvegliano che l’attività del governo democratico non si sposti prevalentemente sul principio del Bene o del Male.
Ad esempio, nel caso in cui venga eletto un Governatore che impostasse il suo sistema politico in una legislatura di carattere dittatoriale (dunque una prevalenza di Bene o Male), i Cavalieri si adopererebbero per rovesciare il governo e riportare l’ordine politico all’interno delle mura.

Stile e Comportamento
L’Ordine dei Cavalieri trova la sua collocazione fisica all’Accampamento edificato a nord delle mura di Shedram.
Questa loro lontananza dal centro urbano dimostra la loro estraneità nei confronti della vita cittadina, condizionando i loro interventi solo in caso di necessità.
Un Cavaliere segue un codice ben preciso, radicato profondamente nel concetto dell’Equilibrio.
Il carattere militare della corporazione impone loro una forte disciplina, un estremo coraggio e un incrollabile senso dell’onore.
La divisa, l’ armi, la causa, la lucidità della mente e il corpo sano sono i principi che regolano la vita di un Cavaliere.
Perdere uno di questi principi equivale a perdere il proprio onore.
Un Cavaliere disonorato getta vergogna e umiliazione all’intero Ordine, e solo con il sacrificio e la forza di volontà un Cavaliere può rimediare all’onta subita.

Relazione con le altre gilde

Gilde ufficiali

Druidi
Guardiani e preservatori della natura, senza di questa la Vita non potrebbe manifestarsi.
Degni di rispetto, questi maghi apportano il loro equilibrio nella natura selvaggia.

Artigiani
Ogni Cavaliere può avere contatti personali con gli artigiani per l’acquisto di qualsiasi cosa che sia inerente allo scopo della gilda e della causa.
L’Ordine dei Cavalieri affida la manutenzione del suo equipaggiamento a questa corporazione.

Bardi
Nessun tipo di contatto particolare.
Sono anch’essi parte del sistema e come tali soggetti a sorveglianza da parte dei Cavalieri.

Maghi
L’Ordine segue con molta attenzione l’attività della torre magica di Shedram.
La magia è considerata dai Cavalieri un possibile mezzo di disturbo per l’equilibrio.
Attualmente i maghi riescono a contenere da soli la potenza dei loro incantesimi, inoltre apportano un aiuto prezioso nelle battaglie esterne.

Esercito
Principale punto di riferimento per i Cavalieri, il corpo di guardia del governo è l’elemento fondamentale per mantenere l’ordine all’interno delle mura.
Entrambe le corporazioni fanno affidamento l’una sull’altra per eventuali compiti particolari o aiuto reciproco.

Gilde ufficiali

Necromanti
Questa tipologia di maghi, pur non trovando locazione all’interno delle mura, svolgono un ruolo molto importante nel complicato meccanismo dell’Equilibrio.
Il loro carattere negativo si contrappone adeguatamente alla opposta forza positiva della città.
Ovviamente, i necromanti sono costantemente tenuti sotto controllo dai Cavalieri, onde evitare che le loro azioni disturbino l’equilibrio attuale.

Ombre del Nord Est
Anche questa gilda, come quella dei negromanti, è parte fondamentale dei principi regolatori dell’ordine.
Anche per loro dunque, i Cavalieri riservano un attenzione particolare, controllando che la situazione all’interno della città Nord Est non degeneri.

Attività

Un Cavaliere esegue gli ordini senza obbiettare.
Nei momenti della giornata in cui egli non ha incarichi da portare a termine, il Cavaliere può impiegare il suo tempo libero come meglio crede, senza però andare contro i principi della corporazione.
Un Cavaliere è autorizzato a togliere le sue vesti e a considerarsi “fuori servizio” per le sette ore successive alle 23, salvo i casi in cui un superiore decidesse di affidare un compito preciso da svolgere nelle ore notturne.
Per tre giorni a settimana, un Cavaliere è obbligato a svolgere gli esercizi fisici che manterranno tonico e forte il suo corpo.
Un Cavaliere non beve super alcolici, e non esagera mai con le bevande alcoliche in generale, poiché la sua mente deve essere sempre lucida e pronta ad ogni evenienza.
Alla fine di ogni giornata ogni membro dell’Ordine scrive un rapporto completo sul giorno di servizio appena trascorso, e prima del riposto notturno è obbligato a pulire e riordinare il suo equipaggiamento.

Uso e possesso di armi

I Cavalieri hanno un armamentario ben preciso, e sono obbligati a portare sempre quello in ogni situazione.
Ovviamente, se impossibilitati ad usare i propri mezzi, potranno adoperare altri oggetti per proseguire nello scopo.
La spada è per un Cavaliere la cosa più preziosa da custodire al pari della vita stessa.
Perdere un oggetto del genere significherebbe disonore su tutto l’Ordine, e vergogna sull’esistenza del Cavaliere.
Le spade sono oggetti straordinari e uniche nel loro genere.
Ne esistono solo pochi esemplari e quelle che ancora non hanno un possessore sono custodite segretamente dagli alti ufficiali dell’Ordine.

Meccanismi decisionali

Dopo circa 25 anni dalla loro investitura, i cinque rivoluzionari lasciarono il posto a capo della corporazione. Avevano trascorso quegli anni ad istruire al meglio i giovani Cavalieri ai principi dellĠOrdine, dopodich partirono in eremitaggio a Varkania. Il sistema di gestione che lasciarono allĠinterno della corporazione  quello tuttĠ ora presente. LĠorgano decisionale per quel che riguarda lĠamministrazione interna della corporazione  composto dal Supremo Generale della Croce Nera e dal Glorioso Cavaliere della Croce Bianca. Le decisioni emanate da questo consiglio non possono essere discusse. In ogni caso i Cavalieri sono sotto la giurisdizione legislativa del Governo di Shedram, e in quanto tale seguono e rispettano a pieno le sue leggi e le decisioni del Governatore (purchŽ queste decisioni non escano fuori dai limiti consentiti di un governo democratico).

Requisiti di ammissione

Per essere ammessi nella corporazione è obbligatorio essere in possesso del certificato di cittadinanza.
Occorre inoltre una buona condizione fisica e una distinta abilità nelle tecniche di combattimento armato e non;
Le razze ammesse nella corporazione sono:

Umani
Elfi
Rakvaa
Yarkons
Nani

Tutte le altre sono escluse per incompatibilità caratteriale.
L’indole naturale delle creature escluse è infatti tendente ad un comportamento caotico o malvagio.
Quelle sopra elencate invece sono più propense ad un atteggiamento neutrale nei confronti dell’esistenza.

{off}
Sono necessari per l’ammissione:

Una scheda ben curata, possibilmente completa di background.
Una buona conoscenza del gdr, delle sue regole.
Primaria conoscenza delle modalità di gioco per le abilità di combattimento.
Buona conoscenza dell’ambientazione, delle corporazioni e delle razze presenti nel gdr.
Buona presenza di gioco.


Gli allineamenti ammessi sono:
Neutrale puro.
Caotico neutrale.
Legale neutrale.
Gli aspiranti verranno sottoposti ad un esame off game prima di passare all’esame on game.

Carriera

I corporati potranno aumentare il loro grado all’interno della gilda portando a termine i compiti a loro assegnati e in base al loro comportamento e al rispetto delle leggi all’interno e al di fuori della corporazione.
Il giudizio sull’operato di un membro della gilda, e dunque la sua eventuale promozione o degradazione, spetta al consiglio tra il Generale e il suo vice.

Un Cavaliere può essere degradato per:
- mancato adempimento dei compiti affidati dal consiglio.
- per disobbedienza agli ordini dei più alti in grado.
- per mancanza di rispetto nei confronti di altri cavalieri, indipendentemente dal grado.
- violenza immotivata su un altro corporato.
- per aver trasgredito le leggi interne alla gilda.
- per aver agito senza tener conto delle leggi di Shedram.
- per non aver rispettato il principi dei Cavalieri.

Un Cavaliere può essere allontanato dall’Ordine per i seguenti motivi:

- uccisione immotivata di un corporato
- per crimini volontari contro i cittadini della città di Shedram e il suo governo.


{off}

I degradi e le espulsioni possono avvenire per :
Assenza ingiustificata del giocatore per un tempo superiore alle due settimane.
Gioco scorretto.

Saluto corporativo e linguaggi

Il saluto ufficiale dei Cavalieri dell’Ordine della Croce è “Equilibrio Domina”.
Esso deve essere pronunciato obbligatoriamente da ogni cavaliere in presenza di un soggetto più alto in grado, o in presenza di un membro Governativo.
Il saluto deve essere effettuato in posizione perfettamente eretta, portando la mano (quella che usa solitamente la spada) chiusa al petto e abbassando lievemente il capo in segno di rispetto.
Ogni corporato deve parlare esclusivamente il linguaggio Comune all’interno dell’accampamento o rivolgendosi ad un qualsiasi membro della gilda.